NORDLYS 2: IL NUMERO DI MAGGIO-GIUGNO


Siamo online con il secondo numero di Nordlys!
Un numero molto fresco, estivo e ricco di contenuti.
Tante curiosità sul matrimonio in stile nordico e un articolo interessante sul matrimonio in epoca vichinga.
E ancora... la città delle cicogne, una favola nordica, articoli su ecologia, agricoltura, handmade, riciclo creativo e la novità di una rubrica di ricette vegane.
E lo speciale dedicato ad una festa amatissima dai nostri cugini nel nord, la festa di mezza estate, Midsommar.


Vi parlo del Midsommar con ricette golose...




...idee per decorare la tavola...




... vi racconto le tradizioni legate a questa festa...




... e vi insegno come realizzare la tradizionale coroncina di fiori da mettere nei capelli



Vi aspetto fra le pagine di Nordlys, tutto da sfogliare.
Buona lettura ♥



VEGAN FRIDAY: TORTA AL CIOCCOLATO E NOCCIOLE E INTERVISTA CON FRANCESCA LENTIS (2 PARTE)




Buongiorno e buon #veganfriday!
La settimana scorsa abbiamo conosciuto Francesca con la prima parte dell'intervista che mi sono divertita a farle.
Oggi vi lascio la seconda parte e una ricetta golosissima e naturalmente veg, una torta al cioccolato e nocciole accompagnata da una fresca salsa di fragole.




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-Francesca qual è il menù tipo di una normale giornata per la tua famiglia?

- A colazione variamo molto: biscotti, fette biscottate con la marmellata, cereali, torta fatta in casa, yogurt di soia, latte di soia o di riso, succo di frutta preparato al momento con l'estrattore. 
A pranzo e a cena i nostri menù sono composti da primi piatti come cereali in chicco, pasta, riso, cous-cous. 
Come secondi preferiamo mangiare legumi sia in umido che sotto forma di hamburger o polpette e raramente consumiamo prodotti confezionati, anche se sono comodi da usare quando si ha poco tempo per cucinare.
Le insalate miste non devono mai mancare ad ogni pasto.


-E un menù per i giorni di festa?

- Nei giorni di festa a colazione non ci facciamo mancare i croissant ai frutti rossi o al cioccolato.
Mentre nel pasto principale iniziamo con antipasti di verdure grigliate, frittelline, hummus di ceci, funghi trifolati. Tra i primi sono sempre presenti lasagne, cannelloni e ravioli di patate.
I secondi piatti sono a base di seitan, scaloppine, straccetti ecc. 
Il polpettone di legumi ripieno è il mio cavallo di battaglia, riscuote sempre un grande successo.


-Come gestisci le occasioni sociali tue e della tua famiglia in situazioni "onnivore"?

- I miei parenti, nonostante siano onnivori, per ogni occasione vengono a mangiare a casa nostra perchè gradiscono la mia cucina.
Per i matrimoni e occasioni particolari non sempre abbiamo avuto la possibilità di mangiare, nonostante avessimo avvisato per tempo. 
E' capitato di essere finiti a mangiare pane ed olive.
Fortunatamente a casa degli amici abbiamo sempre un trattamento speciale.


-Cosa consigli a chi vuole rinunciare alla carne e ai derivati animali? E' meglio un taglio netto o meglio un percorso graduale?

- Penso che ognuno di noi debba avere i propri tempi e le proprie motivazioni.
Su internet si trovano tante informazioni sui danni e la sofferenza che gli allevamenti intensivi causano non solo agli animali ma anche all'intero pianeta. 
I libri e in modo particolare i video, su questo argomento, sono il motivo per cui molte persone inconsapevoli di ciò che accade agli esseri viventi di cui si nutrono, dall'allevamento sino alla macellazione, arrivano a fare una scelta consapevole e ad avere una maggiore empatia verso gli animali.

Grazie Francesca per la tua disponibilità e per aver condiviso con noi tante utili informazioni.




Fra l'altro da pochi giorni potete trovare le ricette di Francesca anche sul suo nuovo blog:




TORTA AL CIOCCOLATO E NOCCIOLE CON SALSA DI FRAGOLE


Ingredienti:

200 gr di farina 0
150 gr di zucchero di canna
100 gr di nocciole
50 gr di cacao in polvere
50 ml di olio extravergine d'oliva
50 gr di burro di soia
400 ml di latte di soia
1 bustina di lievito per dolci

Per la salsa

150 ml di succo di fragole
50 ml di succo d'arancia
70 gr di zucchero di canna
25 gr di agar agar



Tritate le nocciole e lavoratele molto bene con il resto degli ingredienti lasciando il lievito per ultimo.
Ungete con dell'olio e infarinate una teglia per torte.
Versate il composto nella teglia e infornate in forno ventilato e preriscaldato per 45 minuti a 180°.
Accompagnate la torta con la salsa alle fragole.


Per la salsa:
Unite il succo delle fragole al succo d'arancia e cuocete a fuoco lento in un pentolino con lo zucchero e l'agar agar fino a quando si addenserà.



TORTA AL CIOCCOLATO E BARBABIETOLA


Questa è una di quelle ricette che incontri qualche volta nella vita.
Una di quelle ricette che scuoti la testa e passi oltre.
Una ricetta di quelle "ma chi l'avrebbe mai detto?".
E invece...
Un po' come alcune persone che dai per scontato che non potrebbero piacerti mai.
Troppo diverse da te, con idee così aliene per te, troppo sopra le righe oppure troppo insignificanti.

Questa torta è un po' come quella bambina che a scuola cercavate sempre di evitare perchè "sentivate" che vi sarebbe stata antipatica.
Senza un perchè preciso, senza una motivazione logica.
Non può piacermi perchè... perchè no.
E magari quella bambina alla fine non l'avete conosciuta mai e la vostra vita è andata avanti lo stesso.

Oppure magari un giorno vi siete trovate a dividere lo stesso banco, lo stesso tavolo in mensa o lo stesso progetto di scienze.
Magari avete pensato "E adesso? Come me la cavo con questa qui?".
E avete alzato gli occhi al cielo e magari lei ha fatto lo stesso.
Poi però avete scoperto che aveva un bellissimo sorriso e che conosceva a memoria tutte le canzoni del vostro cantante preferito. Che era anche il suo.
Avete diviso la stessa merenda e gli stessi segreti.
Avete voluto bene a quella bambina e avete pensato "credevo che non potesse piacermi...".
E invece...

Ciò non toglie che quando ho letto di cioccolato e barbabietola insieme in un dolce ho scosso la testa e sono passata oltre. Una volta, due volte.
L'ho incontrata in un libro, ho sentito parlare di lei in un programma televisivo, sono inciampata in lei sul web.
Alla fine, complice la voglia di sperimentare delle mie figlie, mi sono decisa.
Scettica, convinta che sarebbe stato un disastro.
E invece...



INGREDIENTI
400 grammi di barbabietole precotte
3 uova medie
230 grammi di zucchero semolato
250 grammi di farina per dolci addizionata con lievito
150 grammi di cioccolato fondente
30 grammi di cacao amaro in polvere
240 grammi di olio di riso
i semi di una bacca di vaniglia
zucchero a velo per decorare




Ho sciolto il cioccolato a bagnomaria.
Ho eliminato la buccia delle barbabietole e le ho tagliate a pezzetti.
Ho frullato (ho usato un frullatore ad immersione) la polpa delle barbabietole aggiungendo a filo metà dell'olio.
A parte ho montato le uova con le fruste elettriche aggiungendo poco alla volta lo zucchero fino ad avere un composto chiaro e spumoso.
Ho unito i semi di vaniglia e il composto di barbabietole continuando a montare.
Ho aggiunto il cioccolato raffreddato e l'olio rimasto.
Ho setacciato e poi unito poco alla volta la farina ed il cacao.

Ho acceso il forno a 180 gradi.
Ho foderato una tortiera rettangolare con della carta da forno, ho versato l'impasto e ho infornato.
Ho lasciato cuocere la mia torta per circa 40 minuti.
Prima di sfornarla meglio fare la prova stecchino: dovrà uscire sporco perchè la torta deve rimanere ben umida all'interno.

Ho fatto raffreddare la torta e ho spolverizzato di zucchero a velo.
Noi abbiamo trovato questa torta più buona il giorno dopo, quindi vi consiglio di lasciarla riposare bene prima di servirla.




VEGAN FRIDAY: LASAGNE VEG E INTERVISTA CON FRANCESCA LENTIS


(foto di Francesca Lentis)


Un vegan friday diverso dal solito quello di oggi.
Oggi voglio farvi conoscere una mia cara amica e collega, Francesca, vegana da anni.
Ho conosciuto Francesca come collega quando entrambe abbiamo collaborato con il magazine Nordic Lifestyle e poi, alla chiusura di quello. abbiamo deciso di creare, insieme ad altre redattrici, Nordlys, un magazine sulla cultura e il lifestyle dei paesi dell'aurora boreale.
Francesca è solare e piena di energia, assolutamente la collega ideale.
Ho deciso di presentarvela perchè credo che lei rappresenti il veganesimo nella sua forma migliore.
Il suo è un approccio positivo e propositivo, non critica e non giudica chi la pensa diversamente, una dote molto rara.
In più credo che sia molto interessante il suo punto di vista perchè è mamma di due bambini in età scolare.
Ho chiesto a Francesca di poterle fare una piccola intervista e lei ha accettato.
Devo dire che ci siamo divertite molto, tanto che forse ci siamo dilungate un po' troppo.
Oggi ve ne propongo una prima parte insieme alla sua strepitosa ricetta delle lasagne veg, venerdì prossimo la seconda parte con la ricetta di una torta da perderci la testa!
Andiamo a conoscere Francesca...

(foto di Francesca Lentis)

- Buongiorno Francesca che piacere averti mia ospite! Ci racconti un po' di te?

- Ciao Anna, innanzitutto ti ringrazio per avermi ospitata qui nel tuo blog, ne sono veramente onorata.
Mi presento, mi chiamo Francesca, ho 40 anni e vivo a Vallermosa, un piccolo paese della Sardegna.
Sono sposata con Maurizio da quasi 14 anni e ho due splendidi bambini di 12 e 10 anni, Luna e Mattia.
Amo da sempre la natura, gli animali, la vita all'aria aperta e le lunghe passeggiate in montagna.
Cucinare mi rilassa tantissimo e quando compongo i miei piatti con la frutta e la verdura che io stessa coltivo è una gran bella soddisfazione.
Le mie più grandi passioni sono la fotografia e il riciclo creativo di cui mi occupo scrivendo articoli e tutorial nella rivista online Nordlys.


- Da quanto tempo segui un'alimentazione vegana? E come sei arrivata a questa scelta?

- Avendo un padre cacciatore, sin da piccola ho visto uccidere e la mia ribellione a tutto ciò è avvenuta già in tenera età, quando una volta liberai da una gabbia un piccione che sarebbe sicuramente finito in pentola.
La carne, il pesce e i formaggi li ho sempre mangiati poco e con difficoltà, sino a quando 4 anni fa è arrivata la consapevolezza che ciò che facevo andava contro la mia volontà.
Ho così deciso di cambiare da un giorno all'altro, eliminando tutto ciò che poteva creare sofferenza agli animali.
Ora è come se mi sentissi più leggera e in pace con me stessa, perchè ho seguito ciò che il mio cuore e la mia mente da tempo mi dicevano.
Inoltre, dopo circa tre mesi dalla mia scelta di vita, ho notato che la mia saluta è notevolmente migliorata. Sono scomparse le emicranie che da 15 anni mi affliggevano, i continui raffreddori e il reflusso gastroesofageo. 
Mio marito ha preso anche lui la decisione di cambiare la sua vita. Grande mangiatore di formaggi, dopo aver visto un video sugli allevamenti intensivi, ha fatto la sua scelta.


- Com'è l'alimentazione dei tuoi figli?

- Penso che ognuno di noi debba arrivare a questa scelta con i propri tempi e con le giuste consapevolezze.
I miei figli a casa mangiano ciò che cucino, adorano i passati di verdura e la domenica, a grande richiesta, non devono mai mancare le lasagne al forno, naturalmente vegane.
Quando mangiano fuori casa sono liberi di scegliere. Sempre più di rado mangiano carne o pesce.



-Quali sono le difficoltà che incontra una mamma vegana?

- Non ho mai avuto difficoltà perchè ho sempre spiegato ai miei figli le motivazioni di tale scelta. 
Per quanto riguarda gli insegnanti alcuni sono vegani quindi il problema non si pone. 
Per gli altri alcuni hanno reagito ricoprendo di domande i bambini che, essendo molto informati, hanno risposto senza problemi. 
Un' insegnante non vegana ha chiesto a mio figlio di fare una lezione ai compagni spiegando le motivazioni di questa scelta. E con mia grande sorpresa i bambini hanno reagito con curiosità ed alcuni hanno tolto il latte dalla loro alimentazione.
Solo mia figlia va in mensa a scuola una volta alla settimana e fortunatamente il primo piatto è sempre vegano, dalla pasta col sugo, alla minestra di lenticchie. Contorno di verdure crude o cotte e la frutta. 



Ci fermiamo qui per ora, continueremo la nostra intervista venerdì prossimo... Intanto godiamoci la ricetta (e le foto) delle lasagne veg e, se volete conoscere meglio Francesca e provare altre sue ricette vi suggerisco di dare un'occhiata alla sua pagina facebook


(foto di Francesca Lentis)



LASAGNE VEG

Ingredienti:
lasagne senza uova
ragù di soia
besciamella di soia
lievito alimentare in scaglie

Ingredienti per il ragù:
100 gr di granulare di soia
800 ml di salsa di pomodoro
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
50 ml di vino bianco
alloro
basilico
noce moscata
olio extravergine d'oliva qb
sale qb

Ingredienti per la besciamella di soia:
1/2 litro di latte di soia
50 gr di burro di soia
50 gr di farina 0
noce moscata qb
sale qb


Per prima cosa prepariamo il ragù di soia.
Mettete in ammollo il granulare di soia in acqua calda per circa 40 minuti.
Tritate finemente la cipolla, il sedano e la carota. Soffriggete il trito in una pentola con l'olio extravergine d'oliva.
Scolate e strizzate bene il granulare di soia aiutandovi con un colino a maglie sottili e aggiungetelo al soffritto.
Rosolate per 5 minuti e sfumate con il vino bianco.
Ora aggiungete l'alloro, la noce moscata, la salsa di pomodoro, il basilico e il sale.
Cuocete il tutto a fiamma bassa per circa un'ora.
Aggiustate di sale e togliete le foglie di alloro.

Per la besciamella:
In una pentola fate sciogliere il burro di soia su fiamma bassa. Unite la farina e con un cucchiaio di legno mescolate molto bene. Aggiungete il latte di soia a temperatura ambiente un po' alla volta e continuate a mescolare sino a quando il composto si sarà addensato. Ora aggiungete la noce moscata e il sale.

Ora che tutte le preparazioni sono pronte non vi resta che disporre in una teglia, dopo averla cosparsa nel primo strato di ragù, le lasagne alternandole con il ragù, la besciamella e il lievito alimentare in scaglie.
Infornate in forno preriscaldato per 30 minuti a 200°.
Buon appetito!


(foto di Francesca Lentis)

SPAGHETTI CON ACCIUGHE E FINOCCHIETTO


Piove.
Ancora.
Apro la porta che dà sul giardino per far uscire Giotto e Mia ma i due mi fissano con aria di compatimento "sei scema? Esci tu se proprio ci tieni".
Ho due cani allergici alla pioggia.
Quando Mia era più piccola se ne infischiava della pioggia e sguazzava felice sotto l'acqua ma poi si è fatta influenzare da quel brontolone del suo compagno di vita e adesso, se piove, non vuol proprio saperne di uscire.
Del resto come dar loro torto?
Il giardino sembra una foresta pluviale: l'erba è altissima (impossibile riuscire a tagliarla con il terreno sempre bagnato) e sono spuntate piante di cui non ricordavo l'esistenza.
Alcune assolutamente aliene, misteriose e affascinanti (come una strana creatura dalle foglie lucidissime nata nel bel mezzo del prato) altre meravigliosamente conosciute e date per spacciate da quando, due estati fa, Mia (allora ancora cucciolona) si era dedicata alla sistematica estirpazione di ogni vegetale presente nella nostra vita.
Come il finocchietto che avevo piantato piena di fiducia e che la mia adorata cagnolona nera aveva mangiato con gusto fino all'ultima fogliolina. Credevo ne avesse estirpato le radici ed infatti la scorsa estate non si è fatto vedere. Ma quest'anno, complice questa pioggia esagerata, è ricomparso in tutto il suo splendore, prima un ciuffetto poi un cespuglio rigoglioso che si allarga sempre più. Ha preso possesso del suo pezzetto di terra e svetta orgoglioso con le sue foglioline leggere come piume e la promessa dei fiori che verranno.
E' bellissimo, mi fa capire che niente è mai veramente perduto se lasciamo che ne resti anche una piccolissima parte nel nostro cuore.
Ora, io potrei stare qui per ora a raccontarvi storie romantiche di cose che rinascono dopo che le avevamo date per perdute per sempre.
Oppure potrei raccontarvi le infinite, meravigliose ed uniche proprietà del finocchietto.
Ma la verità è un'altra.
La verità è che per me "finocchietto" significa "spaghetti con acciughe e finocchietto".
Significa l'acqua che bolle (poco sale mi raccomando che le acciughe sono già salate), l'olio che si scalda piano in una padella (grande per poi spadellarci la pasta) con le acciughe che si sfaldano piano piano insieme all'aglio e al peperoncino.
Significa spadellare la pasta lasciando che si amalgami bene con il condimento, significa lasciare che una pioggia di finocchietto completi tutto con il suo profumo.
Un piatto di questa meraviglia, un bicchiere di vino bianco fresco e chi amo seduto di fronte a me.
Non mi serve altro.





INGREDIENTI
(per due persone)
190 grammi di spaghetti
5-6 filetti di acciuga sott'olio (di ottima qualità)
peperoncino fresco o secco
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
finocchietto fresco


Come faccio a scrivere la ricetta di una pasta così semplice?
Basta mettere a cuocere gli spaghetti, versare in una padella capiente un bel giro d'olio (non lesinate, deve essere ben condita!) e uno spicchio d'aglio.
Quando l'aglio è dorato toglierlo, abbassare la fiamma e versare le acciughe che non dovranno bruciarsi ma sfaldarsi dolcemente nell'olio.
Versare gli spaghetti nella padella, mescolare bene e condire con peperoncino e tanto, tanto finocchietto (mia nonna diceva di tagliarlo con le forbici perchè con il coltello "si porta via il profumo"... Io non lo so se è vero ma nel dubbio faccio come diceva lei...).





CONFETTURA DI FRAGOLE E VANIGLIA


Da sempre sono convinta che gli odori abbiano un enorme potere sulla nostra mente.
Potere calmante (basta pensare all'incenso che brucia piano), potere stimolante (come l'essenza degli agrumi, fresca e stimolante) e, soprattutto, potere evocativo.
Così, immersa nel profumo della confettura di fragole e vaniglia che borbotta sul fornello, penso a com'ero e a come sono diventata.
Penso alla me di qualche anno fa, una me più giovane e più ingenua, una me fiduciosa e piena di aspettative.
Penso a tante cose che sono successe e a come sono cambiate le mie certezze.
Nel senso che ho imparato a non avere certezze.
E' difficile non lasciarsi trasportare dai ricordi mentre si sprigionano aromi zuccherini.
Impossibile non tornare all'infanzia, alla cucina di mia nonna, una piccola cucina in una casa di ringhiera nel cuore di Milano.
Ricordo l'odore del ragù sul fornello e la sensazione della farina sotto le dita mentre "aiutavo" a fare la pasta.
E l'odore di pulito del bucato steso sui fili che si affacciavano sul cortile.
Adoravo quella casa, adoravo il fatto che facendo pochi passi potevo sbirciare nella cucina della vicina di casa che aveva sempre la porta aperta, come del resto tutte le cucine lungo quel balcone pieno di vasi appesi alla ringhiera, vasi traboccanti di gerani e viole ma anche di basilico e menta perchè fossero sempre a disposizione di chi preparava il sugo.
Adoravo guardare le ringhiere delle case di fronte e amavo quella vita quasi da "comune" in quelle vecchie case piene di fascino.
Mentre l'aroma della vaniglia mi entra nelle narici è impossibile non ricordare il profumo dolce che avevano i miei bambini da neonati, quando li annusavo nelle pieghe del collo e provavo quella felicità quasi feroce che provano le mamme. Sono così grata per aver avuto i miei figli!
Ripenso al mio percorso, alla persona che ero e alla persona che sono diventata.
E penso che mi piace il fatto di essere cambiata, di essere cresciuta e che, dopotutto, mi piace la "me" che sono diventata.
Una persona che porta dentro tutto il suo vissuto, i ricordi (quelli belli e quelli brutti) ma che è ancora capace di sognare.
Amo ancora cucinare scalza nella mia cucina mentre il sole disegna macchie di luce sul pavimento, amo ancora il profumo del basilico, le vecchie ciotole, le tazze scompagnate e i piatti vintage.
Mi commuovo ancora per una canzone e per una carezza.
So ancora provare sentimenti forti ma ho imparato a contare fino a cinquanta prima di parlare e questa è una cosa saggia perchè nella maggior parte dei casi scopro che alla fine è meglio tacere.
Ogni giorno imparo qualcosa e ogni giorno cambio.
E di questo, in una mattina di sole mentre la confettura cuoce e profuma l'aria, sono infinitamente grata.




INGREDIENTI
(questa è la dose per due barattoli di grandezza media)
800 grammi di fragole mature 
400 grammi di zucchero
la scorza di mezzo limone (in pezzi grossi perchè poi andrà eliminata)
il succo di mezzo limone
i semi di un baccello di vaniglia

Ho pulito e tagliato le fragole a pezzetti e le ho messe in una pentola con il fondo spesso insieme al succo e alla scorza di limone, allo zucchero e ai semi di vaniglia.
Ho portato a ebollizione e poi ho abbassato la fiamma e lasciato sobbollire fino al raggiungimento della giusta consistenza (più o meno un'oretta).

Per sterilizzare i vasetti io faccio così: li lavo bene e li sciacquo ancora meglio poi, ancora bagnati, li metto nel microonde per 4 minuti alla massima potenza.
Se non volete usare il microonde potete sterilizzarli usando il metodo della nonna: foderare con uno straccio pulito una pentola dai bordi alti, sistemare all'interno i vasetti con l’apertura verso l’alto e inserire altri stracci puliti in modo che non si tocchino fra loro (questo per evitare che urtandosi si rompano). Inserire anche i coperchi. Coprire d'acqua e portare a ebollizione. Lasciare bollire per circa mezz'ora. Spegnere il fuoco e lasciare intiepidire. Scolare i vasetti e i coperchi e inserirli nel forno acceso al minimo per farli asciugare.

In entrambi i casi versare la confettura calda nei vasetti ancora caldi, chiuderli bene e metterli ad asciugare su un ripiano a testa in giù.
Quando sono completamente freddi si possono riporre in dispensa.



VEGAN FRIDAY: BISCOTTI VEG AL DOPPIO CIOCCOLATO


Ed eccoci finalmente a venerdì e qui su questo blog naturalmente il venerdì è vegan, oggi prepariamo dei biscotti golosi al doppio cioccolato e la parola cioccolato è, già da sola, una garanzia.
Prima di metterci ad impastare, però, vorrei parlarvi di alcune cose.
Due mesi fa ho cominciato questa rubrica del venerdì, dedicando una giornata alla settimana all'alimentazione vegana.
Nel primo post (che trovate qui) avevo spiegato bene le motivazioni di questa scelta specificando in modo chiaro che sia il blog che la sottoscritta restavano onnivori.
Ora voi vi chiederete perchè ritengo necessario ribadire questo concetto.
Non sto avendo un attacco di compulsione mentale, semplicemente qualcuno non ha capito questa cosa.
Vi ho già raccontato più volte che in questo percorso "alla ricerca del veg" ho incontrato (virtualmente) ogni genere di persona, dal vegano sereno e felice (per fortuna la maggior parte) al vegano convinto di essere infuso della luce del sapere onniscente fino al temibile "nazivegano".
Ora, quando ho contattato persone che gestivano blog o pagine social mi sono sempre presentata con l'umiltà di chi sta cercando di imparare una cosa nuova specificando che il mio interesse era soprattutto culinario (poi per quello che riguarda le mie scelte etiche personali non sempre ho ritenuto di dover dare spiegazioni).
Qualcuno mi ha ignorata come si ignora un moscerino fastidioso, qualcuno mi ha insultata nei modi peggiori altri (molti per fortuna) mi hanno aiutata con entusiasmo aprendomi un universo nuovo e un modo di cucinare alternativo davvero molto interessante.
Purtroppo le mie ricerche e il mio bussare (sempre virtualmente) alle veg-porte ha portato qualcuno a voler fraintendere i miei intenti e a trovare offensive le ricette onnivore presenti in questo blog.
L'ultima in particolare, la focaccia con patate novelle e formaggio di capra, è stata oggetto di grande interesse e più di una persona ha ritenuto di dover insultare commentare il post colpevole di contenere ingredienti di origine animale.
Tutto questo trovando poi, dopo tanto impegno intellettuale nel voler esprimere il proprio disprezzo per la sottoscritta, l'amara sorpresa della moderazione dei commenti.
Purtroppo nessuno oltre a me conoscerà cotanta perizia di scrittura.
Pazienza, il mondo dovrà farsene una ragione.
Oltretutto, il famigerato formaggio di capra ha aperto gli occhi all'autore dei dolcissimi commenti facendogli notare quante ricette presenti in questo blog contengono uova, latticini, formaggi, pesce e carne, spingendolo a commentare compulsivamente decine di post. Una fatica inutile la sua.
Perchè, ripeto, questo blog è onnivoro e cosa mangio io, come diceva qualcuno, sonosolofattimiei...
Spero di aver chiarito definitivamente il concetto perchè dalle parole vorrei passare ai biscotti.
E, come direbbe il mio piccolo amico Giotto,  Peace & Love



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Il menù vegan di oggi

Colazione: 
Frullato con fragole, banana e latte di mandorle
Biscotti al doppio cioccolato (ricetta a seguire)


Pranzo:
Focaccia con pomodorini e olive nere (sostituire il miele con malto d'orzo) ricetta qui)
Insalata di pomodori rossi e gialli agli aromi (condire con olio extravergine, sale, timo, basilico, menta, origano e cipollotto fresco affettato)



Cena:
Crema di piselli freschi e menta (ricetta qui)
Spinaci ripassati con olio, aglio e peperoncino



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INGREDIENTI
(per una ventina di biscotti piccoli)
100 grammi di farina 00
40 grammi di cacao amaro
100 grammi di yogurt di soia al naturale
70 millilitri di olio di riso
1 cucchiaino di cremor tartaro
70 grammi di sciroppo d'acero
1 pizzico di sale
50 grammi di nocciole tostate e tritate
30 grammi di gocce di cioccolato fondente
i semi di mezzo baccello di vaniglia

Ho mescolato usando semplicemente una forchetta lo yogurt con l'olio, lo sciroppo d'acero e il cacao.
Ho unito i semi di vaniglia, il cremor tartaro, il sale, le nocciole e le gocce di cioccolato.
Infine, sempre mescolando, la farina.
Ho ottenuto un impasto piuttosto molle, l'ho messo a riposare un'ora in frigorifero, poi l'ho steso su un foglio di carta da forno a uno spessore di 5-6 millimetri e ho tagliato i miei biscotti.
Li ho disposti sulla placca del forno e ho cotto a 180 gradi (forno già caldo) per 10 minuti.
Meglio lasciarli raffreddare bene prima di maneggiarli.

(La ricetta l'ho trovata qui, io l'ho leggermente modificata)