NORDIC LIFESTYLE - INVERNO 2016


Inverno, freddo, Natale... Nord Europa...
E' uscito il numero invernale di Nordic Lifestyle, pieno di magiche atmosfere.
Il mio contributo per questo numero è una romantica tavola invernale...




E ricette da gustare in due... a lume di candela...



E ancora tanto, tanto altro...
Vi aspetto di là.

CROSTONE ALLE CIME DI RAPA E SALSICCIA PICCANTE PER #SEGUILESTAGIONIDICEMBRE


E finalmente è arrivato dicembre, il mio mese preferito!
E come primo post di dicembre non poteva mancare quello per #seguilestagioni che in questo mese ha una lista della spesa di tutto rispetto.
Devo ammettere che sono stata combattuta fino all'ultimo nella scelta della mia ricetta.
Volevo preparare un dolce, volevo che ci fossero mele, arance e frutta secca.
Volevo fare fotografie profumate di cannella e agrumi, piene di atmosfera festosa.
Poi però ho visto che nella lista della spesa di dicembre c'erano le cime di rapa e non ho potuto che cedere ai ricordi.
Perchè, sapete, mia nonna era pugliese doc.
Trapiantata a Milano ma fedele alle tradizioni della sua amatissima terra.
E, se sei pugliese, non puoi non amare le cime di rapa.
Lei le cucinava in tutti i modi e io, fin da piccola, le ho amate moltissimo.
Ero una bambina che, nonostante le dimensioni da scricciolo, adorava il cibo.
Amavo mangiarlo ma anche annusarlo, assaporarlo e cucinarlo.
Ricordo tante mattinate trascorse a osservarla mentre, nella sua piccola cucina da cui potevo vedere la "Madonnina" del Duomo, preparava meravigliosi manicaretti con la semplice e meravigliosa manualità di chi ha compiuto di stessi gesti infinite volte.
Credo di essermi innamorata della cucina in quelle mattine.
E il profumo che le accompagnava era quello delle cime di rapa stufate mescolato a quello del sugo per condire le orecchiette.
Ricordo che adoravo annusare le foglie di alloro che venivano buttate in pentola insieme alle verdure: l'alloro è rimasto una delle erbe aromatiche che preferisco.
Mi manca mia nonna, la sua piccola cucina sui tetti nel cuore di Milano e quel profumo meraviglioso che mi faceva brontolare lo stomaco già dalla mattina presto.
Per questo la mia scelta dell'ingrediente di dicembre è stata per le cime di rapa.
Sono perfette sui banchi del mercato in questo periodo dell'anno e questi crostoni profumatissimi sono meravigliosi per un pranzo semplice, accompagnati da un bicchiere di vino rosso, mentre fuori fa freddo.
Nelle mie foto non ho messo luci o candele.
Nemmeno una delle mie adorate piccole pigne.
Niente di natalizio.
Ho messo quel vecchio padellino che ho trovato anni fa da un rigattiere e che tanto somiglia a quelli che usava lei...
Ho messo il ricordo, le vecchie forbici per tagliare il peperoncino, lo strofinaccio buttato in un angolo per asciugarsi le mani...
Ho cercato di mettere il profumo che c'era in quella piccola cucina sui tetti di Milano...



INGREDIENTI
(per 2 crostoni)
1 chilo circa (ma anche di più) di cime di rapa
due salsicce piccanti
mezzo bicchiere di vino bianco
2 foglie di alloro
peperoncino
sale
aglio
olio extravergine
2 fette di pane casereccio

Per prima cosa ho pulito le cime di rapa: bisogna eliminare tutte le parti dure e le foglie rovinate.
Le ho lavate e le ho lasciate sgocciolare.
In una casseruola ho versato un bel giro d'olio e l'ho fatto scaldare bene insieme a due spicchi d'aglio e due peperoncini.
Ho unito le cime di rapa e due foglie di alloro.
Ho salato, mescolato, ho messo il coperchio e ho abbassato la fiamma.
Ho portato a cottura mescolando ogni tanto.
A parte ho preparato le salsicce: le ho messe in una padella senza olio, le ho fatte rosolare, le ho bagnate con il vino bianco e l'ho lasciato evaporare. 
Ho abbassato la fiamma e le ho fatte cuocere per circa dieci minuti.
Le ho messe nella casseruola delle cime di rapa e ho lasciato insaporire per qualche minuto.
Ho tostato leggermente il pane e ho composto il crostone con le cime di rapa, le salsicce a fettine e un filo d'olio.



Questo post è il mio contributo per #seguilestagionidicembre

Partecipano con me:

♥ PENSIERI E PASTICCI

♥ GIARDINOTE

♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO

♥ LISMARY'S COTTAGE

♥ COCCOLATIME

♥ VITA DA FATA IGNORANTE

♥ COSCINA DI POLLO

♥ ALISE HOME SHABBY CHIC

♥ LA MIA CASA NEL VENTO

♥ LA GALLINA ROSITA


La lista della spesa di Dicembre:


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SFOGLIATINE SPEZIATE HOMEMADE


C'è quella bellissima sensazione di attesa.
Quella voglia di decorare, progettare, cucinare, infornare.
Quella leggerezza nel cuore, la sensazione che tutto possa essere possibile.
Sono quelle sensazioni che mi riempiono il cuore in questo periodo, quando si comincia a respirare aria di Natale.
Allora quel profumo aspro della buccia dei mandarini quando fai il primo taglietto con l'unghia e inizi a sbucciarli, diventa inebriante.
Il tè diventa più buono arricchito di agrumi, spezie e cannella.
C'è più voglia di stare con gli altri, di bere un caffè con le amiche, di ritrovarsi intorno al tavolo della cucina a creare decorazioni per l'albero di Natale.
C'è un delizioso aroma di zucchero e cannella nell'aria e io, come sempre, ritorno bambina davanti alle luci dell'albero.
C'è che da sempre il Natale è la mia festa preferita ♥


L'anno scorso (vi ricordate?) avevo addirittura preparato un post al giorno per tutto il mese di dicembre (vi lascio qui il link)...
Quest'anno non arriverò a tanto ma ho in mente tante, tante cose da raccontarvi...


INGREDIENTI
1 rotolo di pasta sfoglia refrigerata
zucchero semolato
un cucchiaino di zucchero a velo
mezza tazzina di acqua
un pizzico di zenzero
un pizzico di cannella

Più che una ricetta è un'idea per un dolcetto da fare in pochi minuti mentre prepariamo il tè...
Preriscaldare il forno a 190 gradi.
Srotolare la sfoglia.
Mescolare l'acqua con lo zucchero e le spezie.
Spennellare la sfoglia e cospargerla di zucchero semolato.
Tagliare con una formina da biscotti le sfogliatine, disporle sulla teglia rivestita di carta da forno.
Cuocere in forno statico per 10-12 minuti (controllare che non si colorino troppo).



MY CRAFTY CORNER & BROCANTE : MAURA...



C'era una volta una donna...
Una di quelle donne così con un'anima così bella da illuminare tutto intorno...
Una donna totalmente inconsapevole delle sue qualità.
Una donna discreta, schiva, che non ama parlare di sè...
C'era una volta e (per fortuna) c'è ancora.
Maura è una di quelle persone che ti entra nel cuore in punta di piedi.
Lontana dalle luci della ribalta, sempre cortese e disponibile, sa parlare attraverso le sue fotografie più che con le parole.


Maura scova e rivende oggetti che arrivano dal passato.
Ogni pezzo viene fotografato e presentato con amore, con la passione di chi crede profondamente nella bellezza di quelle cose che hanno vissuto altre vite e ne portano le tracce, bellissime e vere.
Ho conosciuto Maura attraverso il web ed è stata una delle conoscenze migliori che il web mi ha regalato.
Di lei adoro la sincerità, la forza che riesce a trasmettere pur con una delicatezza che è davvero rara.
Non vi nascondo che ho fatto una grandissima fatica a convincere Maura a lasciarmi scrivere questo post. E' una persona molto riservata e questa è una delle sue caratteristiche che mi piace di più, forse perchè anch'io, come lei, non amo le luci della ribalta e preferisco di gran lunga stare "dietro le quinte".
Ho dovuto insistere dicevo, anche parecchio in verità.
In effetti credo che abbia accettato perchè non ne poteva più delle mie insistenze.
Grazie a lei ho scoperto la mia natura nascosta di stalker. Se dovessi lasciare il mondo dei blog potrei propormi come "tormentatrice seriale"...
Ma devo dire che alla fine mi ha sorpresa perchè, dopo la reticenza iniziale, si è lasciata andare e mi ha raccontato tantissime cose di sè e della sua famiglia.




" Ho 51 anni, sono nata il 4 maggio del '65 e questo dovrebbe già dare qualche indicazione sul mio carattere: testarda, perfezionista, amante della casa, della stabilità e della famiglia.
Da bambina ho traslocato molte volte e ogni casa nuova era un'occasione per dei cambiamenti creativi e una sfida alla mia capacità di adattamento.
L'entusiasmo dei miei genitori mi contagiava e ogni volta che sentivo parlare di "ristrutturare", "chiamare il tappezziere", " fare quel lavoro lì, quell'altro là"  mi sentivo come al centro di una vacanza inaspettata. 
Mi dava sicurezza e mi faceva sentire protetta, come se la vita non potesse mai finire.





Mia madre ha avuto un ruolo fondamentale:  come me ha sempre realizzato a mano molti degli arredi delle case in cui andavamo ad abitare, cuciva senza macchina, tutto a mano con ago e filo, creava fiori di carta crespa che vendeva alle amiche e, con il provento di quelle vendite, si comprò i primi mobili d'epoca che allora, negli anni'60, non avevano mercato perché era il periodo dello "stile svedese" e tutti cercavano arredamenti moderni. 
Esattamente come per l'Ikea di oggi.
La mia prima vera scrivania fu un vecchio tavolo da disegno di mio padre che mia madre dipinse completamente di bianco. E, a proposito di quel tavolo, voglio raccontarti una cosa curiosa.
E' tutto vero, ed è una cosa che mi rallegra e stupisce ancora oggi. 
Dunque, il vecchio tavolo di legno aveva tre piccoli cassetti sul lato sinistro, il primo dei quali, quello in alto, con serratura. 
Naturalmente la chiave era andata persa nel trasloco, come spesso succede. 
Non che a 10 anni avessi grandi segreti da celare al mondo, ma piccoli segreti sì e l'idea di un cassettino tutto mio da chiudere a chiave equivaleva per me ad avere un diario segreto fatto di legno.
Da bambina giocavo spesso che le mie cugine che vivevano in una ville in stile liberty che confinava con casa nostra. 
In particolare amavamo esplorare la cantina che era piena dei vecchi mobili del prozio.
Un giorno, proprio in quella cantina, trovammo, neanche a farlo apposta, delle piccole chiavi antiche proprio come quelle che a volte mi capita ancora di trovare nei mercatini e che vendo nel mio angolo brocante. 
Le mie cugine decisero  che ne avremmo presa una ciascuna a ricordo della nostra avventura esplorativa e io pescai la mia dalla scatola.  
Giunta a casa mi dissi che di certo non sarebbe potuta entrare nella serratura del mio cassetto ma provai lo stesso. 
E, incredibilmente, entrò. Sembra assurdo e inventato, ma entrò! 
E girò. 
Una, due, tre volte, morbida come il burro. 
La cosa aveva del miracoloso, non solo perché una piccola chiave antica, trovata nella cantina delle mie cugine, apriva e chiudeva la serratura di un tavolo da disegno che nulla aveva da spartire con lei ma soprattutto perché quella chiave e non un'altra, era capitata proprio a me. 
Con l'ennesimo trasloco cambiai anche la cameretta e i mobili di prima, compreso il vecchio tavolo dipinto di bianco, sparirono. 
Ma ogni volta che vedo una piccola chiave antica, liscia e scura, ripenso al mio cassetto, ai suoi piccoli segreti e all'inizio di una nuova fase della mia vita di bambina.





Anche mio padre mi ha trasmesso l'amore per le cose datate, ma in un altro modo: lui amava dedicarsi a piccoli lavori di falegnameria nel tempo libero e io lo stavo a guardare ammirata. 
Ancora oggi ha il suo vecchio trapano a mano, laccato di rosso scuro, e vari attrezzi ereditati dal nonno, anche lui falegname per diletto e per passione.





Ho sempre pensato di non avere una grande personalità ma, oggi che abbiamo a disposizione tanti strumenti per accedere a stili diversi tramite le foto condivise e piattaforme social come Pinterest e Facebook, mi rendo conto che forse il mio difetto maggiore è quello di amare tante cose diverse. 
Una volta avevo pensato di arredare ogni stanza in uno stile diverso, con colori e complementi d'arredo che amavo e tra i quali non riuscivo a decidere. 
Ma il mio appartamento è troppo piccolo per realizzare questa piccola pazzia e così ho soprasseduto. 
Mi è rimasta però la voglia di cambiare di continuo, di spostare i mobili, di rivestire i cuscini con tessuti diversi, di ridipingere le pareti.



L'attività di brocanteuse, in un certo senso, si è impadronita di me quasi in modo naturale perché mi dà l'occasione di acquistare oggetti molto diversi tra loro, dalle porcellane antiche ai rocchetti di legno, dai vecchi ferri da stiro alle cornici dorate e quasi barocche, dai barattoli di alluminio per la cucina ai lampadari di cristallo.





Mi concedo di tenere queste cose con me per un certo tempo, di goderne, di apprezzarle, di ammirarle. Poi, quando è giunto il momento, sono felice di lasciarle andare sapendo che allieteranno altre persone che le amano quanto me.
Questo crea anche un legame, seppur a distanza, con tante persone che hanno la mia stessa passione, i miei stessi gusti, la mia stessa visione delle cose.

A volte, frequentando i mercatini delle pulci, scorgo un oggetto che mi fa subito venire in mente una persona, una cliente ben precisa, ed è come se quella persona fosse lì con me a condividere quel momento.



Non so dire se in futuro porterò avanti questa attività o cambierò. 
E' come se le cose mi avessero preso per mano senza che me ne accorgessi, un po' alla volta. 
Il lavoro si è preso cura di sé, piano piano sono sorti dei contatti con fornitori fissi, arricchendomi sul piano dei rapporti personali e della conoscenza di un passato con cui all'inizio non avevo confidenza ma che mi si è svelato gradualmente e mi è diventato familiare, specialmente per quanto riguarda vecchi oggetti d'arredo di campagna o di uso quotidiano nelle fattorie. 
A volte mi sembra che abbiano vita propria, come se io fossi un tramite tra loro e la loro ultima destinazione.

Mi piacerebbe molto avere il tempo per assemblare qualcuno di questi oggetti in modo creativo, per far nascere cose nuove, complementi d'arredo unici e originali ma per il momento resterà un sogno nel cassetto. Un cassetto vintage, naturalmente!"

Maura Casirati



Potete trovare Maura su Facebook, la sua pagina piena di meraviglie del passato si chiama 





Tutte le foto pubblicate in questo post sono di esclusiva proprietà dell'autrice 
e ne è vietata la riproduzione.

PLUMCAKE CON CIOCCOLATO BIANCO E MARMELLATA DI ARANCE HOMEMADE PER #SEGUILESTAGIONI NOVEMBRE



Che dire di Novembre?
Qualcuno dice che è triste perchè è buio...
Io dico che basta accendere qualche candela...
Qualcuno dice che è vuoto perchè non ci sono feste...
Io dico che è il mese dell'attesa, si comincia a pensare al Natale, non c'è stress perchè manca ancora tempo, si possono pianificare regali, decorazioni, idee...
Qualcuno dice che è freddo...
Io dico che basta accendere il caminetto, bere una cioccolata calda, indossare una sciarpa colorata, stringersi a chi amiamo...



E' pieno di regali Novembre: mele, pere, zucche, arance, mandarini, castagne, cachi, noci... e funghi, cavoli, broccoli...



Per me Novembre è candele accese, il fuoco nel caminetto, una coperta morbida e un libro, una tazza con qualcosa di caldo, la pioggia che culla, le foglie colorate a terra, le castagne matte in tasca, sbirciare lo scatolone delle decorazione di Natale, profumo di cannella, una pentola sul fuoco e il profumo il cucina, la speranza dell'attesa che mi fa battere forte il cuore...


Amo Novembre ♥



MARMELLATA DI ARANCE
Ingredienti per due vasetti di marmellata:

600 grammi di polpa d' arancia (circa 5 arance)
450 grammi di zucchero
80 grammi di bucce d'arancia

Lavare bene le arance e, con l'aiuto di un pelapatate, ricavare circa 80 grammi di scorza.
Mettere la scorza in un pentolino pieno d'acqua, portarla a bollore e cuocere per un paio di minuti.
Scolare e ripetere l'operazione per due volte cambiando l'acqua.
Tagliare le scorze a striscioline e tenerle da parte.
Pelare le arance e il limone a vivo, stando attenti a non lasciare la parte bianca e i filamenti.
Tagliare la frutta a pezzetti e metterla con il suo succo in una casseruola con il fondo spesso insieme allo zucchero.
Cuocete a fiamma bassa per circa 30 minuti mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Aggiungere le scorzette tenute da parte e cuocere ancora per circa 15 minuti.
Con il frullatore ad immersione frullare la marmellata fino alla consistenza desiderata.
Fare addensare ancora (fare la prova del piattino prima di spegnere la fiamma).
Versare la marmellata bollente nei vasetti precedentemente lavati e sterilizzati, chiudere con il tappo e capovolgerli immediatamente. 
Lasciarli raffreddare capovolti.





PLUMCAKE CON CIOCCOLATO BIANCO E MARMELLATA DI ARANCE


INGREDIENTI
250 grammi di farina addizionata a lievito
200 grammi di zucchero
250 grammi di yogurt bianco dolce
100 grammi di olio di semi di mais
3 uova
100 grammi di burro a temperatura ambiente
4 cucchiaiate di marmellata d'arancia
150 grammi di cioccolato bianco a pezzetti

Preriscaldare il forno a 170 gradi.
In una ciotola montare il burro a crema con lo zucchero, unire le uova, lo yogurt e l'olio fino a ottenere un composto morbido e gonfio.
Setacciarvi sopra la farina e incorporarla con delicatezza al composto.
Imburrare e infarinare uno stampo da plumcake, versarvi tre quarti del composto, disporvi sopra la marmellata d'arance e il cioccolato.
Coprire con il composto rimasto e infornare per circa 50 minuti (controllare prima di sfornarlo e, se necessario, proseguire la cottura per qualche minuto ancora).



Questo post è il mio contributo per #seguilestagioninovembre.



Con me partecipano:

♥ LE PASSIONI DI ANTONELLA
♥ PENSIERI E PASTICCI
♥ GIARDINOTE
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO
♥ LISMARY'S COTTAGE
♥ COCCOLATIME
♥ DUE BIONDE IN CUCINA
♥ VITA DA FATA IGNORANTE
♥ COSCINA DI POLLO
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC
♥ LA MIA CASA NEL VENTO
♥ S&V A COLAZIONE

La lista della spesa di Novembre 
(a cura di Antonella Manfredi)



Potete trovare tutti i post (e tanto altro ancora) sulla nostra pagina facebook:

E sulla nostra bacheca di Pinterest:


Questo post era previsto per il 2 Novembre, poi, per rispetto del dolore di chi ha subito il terremoto di poco più di una settimana fa, abbiamo deciso di aspettare...

TISANA ALLA MELA E CANNELLA HOMEMADE




Scrivo questo post durante la prima mattina di sole dopo tanti giorni di pioggia e grigiore.
E' strano come il nostro corpo percepisca la luce e l'aria più leggera dopo tanto tempo.
Una sensazione di positività, di leggerezza, di "andrà tutto bene" che è impagabile.
Così stamattina volevo parlarvi della luce che sta inondando il giardino, dei colori bellissimi delle foglie per terra, delle bacche così belle da sembrare finte che decorano le siepi di tanti giardini.
Volevo parlarvi di quanto io ami l'autunno proprio per giornate come queste, semplicemente spettacolari,
Invece sono qui a riflettere su alcune cose successe nei giorni scorsi.
Sono qui a riflettere sul potere di qualcosa che spesso viene usato a cuor leggero, senza pensarci troppo.
Sono qui a pensare al potere delle bugie.
Attenzione, non parlo di quelle piccole bugie innocue dette alcune volte magari a fin di bene.
Come quando una nostra cara amica ci mostra quell'incredibile cappotto giallo limone appena acquistato di cui è assolutamente innamorata e noi, vedendo i suoi occhi a cuoricino, non abbiamo cuore di dirle che proprio non ci piace.
Parlo di quelle bugie che fanno danni. Che screditano le persone. Che fanno chiudere i rapporti.
Il potere di quelle bugie è pericolosamente grande.
E' un potere cattivo che parte piano piano e poi cresce a mano a mano che la bugia viene riportata di bocca in bocca fino a diventare devastante.
Ho provato a pensare alle motivazioni che possono spingere a quel genere di bugie ma non sono riuscita a trovarne di valide.
L'intenzione, in questi casi, è sempre malevola.
Può essere che la bugia all'inizio non venga detta con il preciso scopo di creare danno, a volte ci sono delle dinamiche nei rapporti umani che portano, magari, a dire quella determinata bugia perchè percepiamo che il nostro interlocutore la apprezzerà.
Mi spiego meglio: se sappiamo che una determinata persona è arrabbiata (o delusa o infastidita) con un'altra determinata persona, può essere che ci sembri giusto dire una bugia cattiva su quest'ultima. Per empatia forse, per confermare che quella data persona è effettivamente una cattiva persona, oppure, forse... perchè percepiamo che dicendo quella determinata bugia in quel determinato momento, potremmo trarne un qualche beneficio.
In fondo chi saprà mai che non è vero se ci inventiamo che una certa persona ha detto o fatto qualcosa di brutto? E cosa ci sarà mai di male se questa bugia la facciamo circolare all'interno di un determinato contesto, rafforzandola sempre di più con particolari di pura fantasia ma che contribuiranno a renderla più interessante, più veritiera, più efficace?
C'è di male che queste cose possono far finire rapporti, chiudere amicizie, creare fratture che non si ricomporranno mai.
Forse è meglio rifletterci prima di affermare cose non vere. Qualsiasi sia il nostro scopo, proviamo a pensare alle conseguenze, Proviamo a immaginare la nostra bugia come una valanga... che parte piccola e continua a crescere finchè non diventa così grande e forte da travolgere tutto ciò che incontra.
Proviamo a riflettere prima di fare male a qualcuno.
...
Ecco, ora torno a osservare le foglie, la luce e quelle meravigliose bacche sulle siepi di così tanti giardini... e vi lascio la ricetta di una di quelle tisane che confortano e fanno bene, perchè alla fine, fare bene, è sempre meglio.
Peace & love...


COSA CI SERVE 
(per due tazze di tisana)
la buccia di una mela rossa
una stecca di cannella
una bacca di anice stellato
400 ml circa di acqua
miele a piacere per dolcificare

Portare a bollore l'acqua, abbassare a minimo e aggiungere la buccia della mela, la cannella e l'anice stellato.
Lasciare sobbollire per circa cinque minuti, spegnere e lasciar riposare per un paio di minuti.
Filtrare e dolcificare a piacere.


La cannella è ricca di antiossidanti, svolge funzioni antibatteriche e antifermentative. Inoltre ha una forte azione ipoglicemizzante.
E' un vero e proprio energizzante naturale, perfetto per contrastare gli effetti del cambio di stagione. 



SEI ANNI



Sei anni.
Sono passati sei anni da quella mattina in cui ho cliccato "pubblica" su blogger.
Sei anni di vita, di crescita, di cambiamenti.
I primi post... senza foto, perchè nemmeno sapevo caricarle sul pc.
In sei anni sono cambiate tantissime cose: ho cambiato casa, ho perso la mia preziosa Miranda, sono arrivati Giotto e Mia, i miei figli sono cresciuti, io sono cresciuta...


Sei anni fa credevo di cominciare a condividere ricette, invece ho condiviso la mia vita.
Sei anni fa non avrei mai immaginato che questo diario virtuale sarebbe diventato il prezioso contenitore di tanti ricordi ed emozioni.
Non avrei mai immaginato che avrebbe cambiamo così profondamente la mia vita, che sarebbe diventato un lavoro, parte integrante della mia giornata, che mi avrebbe regalato esperienze così intense.


Il web è diventato il mio lavoro e, come ogni lavoro, ha portato cambiamenti, esperienze, traguardi raggiunti e traguardi da raggiungere, cose belle ma anche altre meno belle.
Mi ha fatto conoscere tantissime persone e mi ha donato alcune amiche preziose.
Ha cambiato il mio modo di vedere la vita, i miei gusti, il mio carattere.
Mi ha aiutata a sopravvivere a tempeste, a diventare più forte.
A diventare quella che sono ora.
Sei anni fa non avrei mai immaginato di scrivere questo post ♥

Grazie per ogni volta che passate di qui.
Buon compleanno Ultimissime dal Forno.